Archive for settembre, 2007

Per fortuna esiste un po’ di sano realismo…

sabato, settembre 15th, 2007

Liberarsi dei cascami delle vecchie ideologie

Andare oltre per andare dove?
Per Antony Giddens il PD dovrebbe abolire il termine socialista

Andare oltre il comunismo ( troppo facile dopo l"implosione del sistema
sovietico) vuol dire anche andare oltre il socialismo e buttare a mare
e seppellire i suoi miti fuori tempo? E" la domanda cruciale di non
facile risposta a cui sono abbarbicati quei settori di sinistra o di
centro sinistra che sono intenzionati a confluire nel partito
democratico.
E" questo l"invito ad osare, netto se non brutale, che Antony Giddens
del partito laburista inglese, molto stimato dai nostri intellettuali
di sinistra, ha rivolto nei giorni scorsi ai futuri seguaci del PD,
compreso il candidato-principe Walter Veltroni.

Giddens arriva a tale conclusione dopo essersi posto un quesito analogo
a quello che intrigava l"ultimo Craxi ad Hammamet quando confidava a
Luca Iosi le sue perplessità sul significato da dare al termine
socialismo nel ventunesimo secolo.
Per Giddens i termini socialista e socialismo sono ormai privi di
significato perchè il socialismo si basava sull"idea che un"economia
regolata possa sostituire il meccanismo di mercato, era figlio della
società industriale, mentre noi oggi viviamo in una società
globalizzatrice post-industriale.

Invano aspetteremmo un linguaggio così chiaro e preciso dalla nostra
sinistra per ripartire su nuove basi. E invece da noi ci si accapiglia
ancora su che posto dare all"eredità comunista ( altro che eredità
socialista!), se farla confluire nell"indistinto partito democratico o
invece farne il perno di una “cosa o casa rossa” per le lotte di classe
del nuovo secolo.
Sta proprio qui il malessere tutto specifico e il nodo irrisolto della
sinistra italiana nel suo complesso. Non è facile scrollarsi di dosso
totem e miti per troppo tempo ritenuti intoccabili ed incrollabili dal
comune sentire della sinistra italiana di ogni colore e sfumatura. Per
questo qualunque correzione di buon senso alle vecchie credenze e ai
vecchi postulati viene percepita e bollata come una conversione a
destra, a partire dal mito egualitario che oggi si riconosce
insufficiente senza meritocrazia, fino alle misure di sicurezza
divenute sempre più impellenti anche a spese del garantismo sociale pro
emarginati o pro migranti in cerca di fortuna.

Eppure i ravvedimenti e le autocritiche, neanche troppo velate,
affiorano negli ambienti più impensati della sinistra.
Sembra di sognare leggendo quanto ha scritto recentemente su
“Repubblica” Aldo Schiavone, ordinario di Diritto Romano ed ex
direttore dell"Istituto Gramsci, a proposito della scuola. Il prof.
Schiavone riconosce che l"attuale sistema scolastico finisce per
danneggiare i ceti meno abbienti che si volevano invece proteggere e
valorizzare e critica che alla valorizzazione meritocratica si sia
preferita una “diffusione omogenea delle conoscenze a bassa intensità”.
Arriva a dire che tale concezione è stata alimentata insieme dal
pensiero comunista e cattolico ( compresi gli esperimenti educativi
alla don Milani) e ulteriormente esaltata dallo spirito egualitario del
"68. Non potrebbe esserci un"analisi più chiara e condivisibile, anche
se arriva con enorme ritardo. Così come suona pienamente
sottoscrivibile l"auspicio finale di Schiavone di una scuola che non
abbia paura di insegnare ai giovani che apprendere costa fatica, se non
sofferenza, e comporta disciplina, misura, severità, riconoscimento del
merito.

Se dovessimo seguire le logore dicotomie che faticano a scomparire in
Italia potremmo dire che si tratta di un discorso francamente di
destra. Ma così non è. E" solo la presa d"atto di dove possono portare
le spinte egualitarie quando sconfinano in comportamenti dogmatici. Se
per anni la distribuzione della ricchezza è stata ritenuta prioritaria
rispetto alle capacità ed alle condizioni per crearla, potremmo mai
meravigliarci che si sia instaurata una consuetudine per cui il sapere
è facile e si distribuisce a chiunque senza la fatica di crearlo e
approfondirlo?
E" di questi equivoci e di queste ambiguità che dobbiamo liberarci se
vogliamo risalire la china e porre un freno ad un inarrestabile declino
che comincia e non finisce con la scuola. Come?
Non basta andare oltre il comunismo ed il socialismo in nome di non si
sa quale sinistra, secondo la visione europea di Antony Giddens.
Bisognerebbe andare oltre i troppi condizionamenti ideologici di casa
nostra ed i loro cascami duri a morire. Ma lo sanno i volenterosi
laburisti inglesi alla Giddens che il nuovo rebus “appassionante” su
cui si discute oggi in Italia è se il liberismo ( non il liberalismo)
sia di destra o di sinistra? Come a dire che si preferisce ancora fare
inutile filosofia e spaccare il capello in quattro mentre cominciano a
risuonare nelle piazze i “vaffa” di Beppe Grillo…