Elio E Le Storie Tese, Live @ Marcon (VE) - 17/08/08

luglio 24th, 2008

Per il sesto anno consecutivo ho beccato la data veneta degli Elii! Concerto bellissimo, veramente bellissimo! La presenza di Paola Folli e di due fiati ha reso possibile, oltre all’esecuzione di brani dell’ultimo album, rispolverare canzoni come El Pube, Amico Uligano e T.V.U.M.D.B. che non si sentivano ai concerti da parecchio tempo! Ad averne risentito sono stati pezzi storici come Servi della Gleba e Cara Ti Amo ma ne è valsa la pena!

Delirio! Puro delirio!

luglio 16th, 2008

ROMA - La decisione di stampare le impronte digitali di tutti gli italiani sulle carte di identita’ dal 2010 “e’ una proposta scioccante e provocatoria per attenuare altre scelte razziste e xenofobe fatte dal governo, ma non risolve il problema perche’ una cosa e’ la certa identita’ per tutti, un’altra e’ riportarci indietro alla dittatura fascista”. E’ il duro commento del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, espresso durante una conferenza stampa all’Associazione Stampa Estera. (Agr)

Io non ci capisco più niente: una direttiva europea prevede che nei prossimi anni tutte le carte d’identità abbiano le impronte digitali, ma lui sembra non saperlo!

Lo stesso Travaglio con cui aveva diviso il palco a Piazza Navona, diceva che sarebbe stato giusto chiederle a tutti e non solo ai Rom: qualcuno vuole dirglielo?

Ben altra caratura

luglio 11th, 2008

Leggo con interesse, sul blog dell’on. Tabacci, l’ultimo suo intervento alla Camera dei Deputati riguardante il ritiro della norma “blocca processi” dal “lodo Alfano” e ancora una volta ho la prova di quale grande politico egli sia: in questi tempi in cui Di Pietro sembra andare in escandescenza ogni qualvolta gli si presenta un microfono davanti, sbraitando confusamente accuse di cui onestamente non si sentiva la mancanza (per quanto fondate esse siano) e utilizzando epiteti che mal si addicono ad un parlamentare, l’on. Tabacci non perde l’occasione per rimarcare la sua idea (peraltro nota a tutti da tempi non sospetti) impartendo all’ex magistrato una notevole lezione di stile.

Per brevità riporto solo la conclusione del suo intervento alla Camera (l’intera discussione e il link al video sono disponibili qui):

[...] Con questo atto, Berlusconi conferma che gli italiani lo hanno scelto come pifferaio e non come statista. Purtroppo, l’Italia avrebbe bisogno di uno statista esemplare. Per questo motivo, noi siamo nei guai (Applausi dei deputati dei gruppi Unione di Centro e Partito Democratico e di deputati del gruppo Italia dei Valori).

La differenza è veramente notevole e l’incisività del pensiero non ne esce minimamente intaccata. Personalmente ritengo che il signor Di Pietro stia volutamente cercando di agitare le acque nel tentativo di non vedersi affogare in quell’enorme lago stagnate che si sta rivelando il Partito Democratico. Egli sa, o perlomeno qualcun’altro glielo avrò fatto notare, che non può rimanere il fidanzatino del PD in eterno, quindi gli scenari possibili sarebbero stati solo due: l’annessione o il dimenticatoio, come per la Sinistra Arcobaleno. Volendo evitarle entrambe ha pensato bene di ergersi a paladino delle folle, o meglio, di certe folle, rompendo con Veltroni irrimediabilmente (sembra).

Se sia stata una mossa vincente ce lo dirà solo il tempo, anche se ho il sospetto che la memoria corta di certa gente farà dimenticare tutte queste scaramuccie per fronteggiare il Cav alla prossima tornata elettorale.

Primavera 2008

luglio 7th, 2008

Acqua giazsà!

giugno 20th, 2008

«Deve essere ghiaccio per forza»

L’acqua su Marte c’è. La Nasa ha le prove

La Phoenix ha immortalato trucioli di un materiale che riflette la luce “spariti” dalle foto in 4 giorni

MILANO - L’acqua su Marte c’è. E la sonda Phoenix l’ha fotografata. Dopo anni di attesa e osservazioni, è arrivata dunque quella che sembra essere la prova regina. Lo ha annunciato la Nasa. Alcuni trucioli di un materiale che riflette la luce, spiegano, sono “spariti” dalle foto in quattro giorni, un comportamento compatibile solo con l’evaporazione di ghiaccio d’acqua.

«DEVE ESSERE GHIACCIO PER FORZA» - «Deve essere ghiaccio per forza - ha dettoPeter Smith dell’università dell’Arizona -: c’era qualche dubbio che potesse essere sale, ma nessun sale può comportarsi in questo modo». I trucioli erano sul fondo del piccolo cratere chiamato «Dodo» scavato dal braccio meccanico della sonda nei giorni scorsi “grattando” una superficie dura che a questo punto secondo gli scienziati è proprio uno strato di ghiaccio. La sonda, che è atterrata sul pianeta rosso sta analizzando chimicamente i campioni prelievati, per determinarne la composizione esatta.

Corriere della Sera - 20 giugno 2008

La gatta frettolosa…

giugno 11th, 2008

Ringraziamo i signori Berlinguer, Moratti, Gelmini. Come al solito in Italia le cose vengono fatte bene, molto bene, talmente bene che bisogna metterci mano ogni 2-3 anni, praticamente con ogni cambio di governo.

Laurea breve bocciata. «Ora la riforma»

A quasi 7 anni dall’introduzione coro di critiche unanime: il 3+2 non funziona. Appello al ministro: «È un liceo»

I «figli della riforma» sono cresciuti, e tirano le somme sul passato. Più giovani, più numerosi, più esperti in stage e tirocini. Ma anche molto meno convinti del valore di quel pezzo di carta, guadagnato a suon di crediti e tesine. A quasi sette anni dalla riforma universitaria — datata 1999, ma entrata in vigore nel 2001 —, il coro di critiche è (quasi) unanime: il 3+2, così com’è, non funziona. Per i ragazzi, che vivono il triennio «base» come un prolungamento delle superiori; per i docenti, che spesso considerano i laureati di I˚ livello come «dottori di serie B»; per il mondo del lavoro, che sembra non apprezzare i nuovi titoli di studio. Il modello, quindi, va corretto, se non addirittura abrogato. Per ripartire non da zero, ma da 4, 5 o 6: gli anni della laurea, secondo il vecchio ordinamento.

Più dottori, ma di «lungo corso»
È dal X Profilo targato AlmaLaurea — il consorzio creato nel 1994 dall’Osservatorio statistico dell’Alma Mater bolognese — che emerge il primo confronto tra i laureati pre e post riforma; e i risultati del «terremoto » di 7 anni fa, sostiene il direttore Andrea Cammelli, iniziano ad assumere contorni definiti. I numeri, innanzitutto: ci si laurea prima (dai 28 anni pre riforma ai 27 dei dottori usciti complessivamente nel 2007), si resta di più in corso. E soprattutto, aumenta il totale dei laureati. «La triennale — conferma il chimico Guido Scutari, prorettore per la condizione studentesca a Padova — ha portato a un aumento sensibile del numero di iscritti che provengono da ambienti di livello culturale o economico non elevato». Cresce il «capitale umano disponibile per il Paese», come lo definisce Cammelli, e crescono anche le esperienze di stage e tirocinio: ferme al 17,9% per i «ragazzi del 2001», schizzate a quota 50,8% per i «figli della riforma». Tutto bene, dunque? Certo. Non fosse per il calo della partecipazione ai programmi Erasmus, sacrificati a un calendario troppo fitto di corsi e scadenze. E, soprattutto, per quell’80,5% di laureati triennali (il 42,9% dopo la specialistica) che si dichiarano fermamente intenzionati a proseguire gli studi. Laureati «non più “fuori corso”, ma di “lungo corso”», scrive AlmaLaurea; «Lauree brevi e molto inutili», titolava l’Espresso un paio di settimane fa. Perché il rovescio della medaglia, che rischia di prevalere sui benefici, è la svalutazione di quel pezzo di carta conseguito dopo 3 anni di esami dalla «taglia» ridotta e a distanza ravvicinata. Una didattica che favorisce un’interpretazione riduttiva, in primis da parte dei ragazzi: «Il sistema di studio, molto compresso tra lezioni e verifiche — chiosa Scutari —, non fa percepire lo stacco con le scuole superiori». Cammelli è ancora più severo: «Temo che la specialistica abbia acquisito una preponderanza qualitativa anche nella testa dei professori. Il triennio andava curato con puntualità, fornendo una preparazione di base solida, ma anche i primi elementi di comprensione del mondo esterno. Invece, buona parte della classe docente si è ben guardata dal mettere in atto questa piccola rivoluzione culturale». «La laurea breve esiste in tutti i Paesi, l’Italia doveva uniformarsi», scrive il semiologo Umberto Eco; il problema «non è la brevità della laurea, bensì l’intensità della frequenza». Il motivo della crisi: «un’interpretazione restrittiva e fiscale dei “crediti”». Cammelli ridimensiona, «il 3+2 non è fallito, ma a rischio. I docenti, l’opinione pubblica, il mercato del lavoro in difficoltà: tutti hanno concorso alla svalutazione del titolo di I˚ livello. La sensazione è che il “parcheggio” degli anni ‘60, quando si diceva che si andava all’università perché non c’era lavoro, si sia trasformata in una specie di autosilo a due piani».

Inversione di tendenza
La riforma è entrata a regime, ma il mondo universitario non ha mai smesso di discuterne. Anzi, «proprio partendo dall’esperienza e dagli errori commessi — interviene Andrea Lenzi, docente di Endocrinologia alla Sapienza di Roma — è stata applicata la 270/2004, una “riforma della riforma”». Meno corsi, ma dal contenuto più definito; un taglio netto alla proliferazione degli esami; più docenti di ruolo. L’esito del decreto, Lenzi lo sta toccando con mano, nel suo ruolo di direttore del Cun (Consiglio universitario nazionale): «Ci sono arrivati 1.840 ordinamenti didattici modificati». Un terzo delle facoltà, insomma, ha deciso di ricalibrarsi. «In alcuni ambiti il 3+2 ha funzionato benissimo — prosegue Lenzi —, in altri si è replicato al mercato con un eccesso di fantasia, creando figure troppo variegate, per cui non c’era capacità di assorbimento». Ora, invece, «stiamo assistendo a un cambiamento di rotta. Ci arrivano decine di domande per lauree in inglese, ad esempio, o per lauree interclasse, a cavallo tra ingegneria e giurisprudenza, agronomia ed economia… Figure ibride, che vanno incontro al mercato». Se Lenzi si definisce «cautamente ottimista», altri continuano a osservare il tutto con preoccupazione. «Nonostante la mia tendenza autolimitativa — esordisce ironicamente Luciano Canfora, filologo classico — mi potrei (senza orgoglio) attribuire il rango di oppositore da sempre di questa follia». Ricorda, lo studioso barese, l’appello stilato con Angelo Panebianco sul Corriere «e firmato da migliaia di colleghi, in cui chiedevamo che non entrasse in vigore quella mostruosità ». Il motivo è la «follia duplice» intorno a cui ruoterebbe l’università del 3+2: «Da un lato si creano 3 anni che non servono a nulla, veloci e in pillole, con programmini che non debbono debordare un certo numero di pagine e una tesina finale senza secondo relatore; poi, con un termine ridicolo e pomposo, si va alla specialistica, con un’altra corsa a perdifiato, un sacco di esami e una tesi che deve per forza nascere negli ultimi mesi del biennio…». Per Canfora, non c’è abbassamento di età che tenga: «Il presupposto, volgarmente sbagliato, dei ministri di allora fu che fosse un crimine avere dei fuori corso. Ma l’università non produce barattoli di carne in scatola, un tot all’anno, bensì studiosi: un processo che richiede tutto il tempo necessario». Benvenuta, dunque, un’eventuale abolizione del sistema dei crediti; ma Canfora non ha paura di spingersi ancora più in là, fino all’abolizione tout court del 3+2. Che «come è stato instaurato si può “destaurare”, perché no? Quando è partito il nuovo sistema, in parallelo c’era il vecchio, “in esaurimento”. Ora potrebbe avvenire lo stesso, in senso inverso». Da viale Trastevere fanno sapere che il ministro Mariastella Gelmini è «in attesa». Perché «il settore è sensibile, e prima di intervenire andrà analizzata la risposta del mercato». Quella che, fino ad oggi, sembra non esserci stata.

Gabriela Jacomella - Corriere della Sera, 9 giugno 2008

Straordinario! Ne voglio una foresta!

giugno 9th, 2008

La ‘mangia-zanzare’ - Il comune di Buccinasco, alle porte di Milano, ha avviato un progetto pilota: userà la Catambra, pianta originaria dell’America Boreale, per combattere le zanzare che infestano le zone abitate. L’arbusto, alto 3,5 metri, e che non necessita di particolari cure, deve la sua efficacia contro i fastidiosi insetti a una sostanza particolare, il catalpolo, dotata di una straordinaria forza repellente, capace di allontanare anche la temibile zanzara ‘tigre’. La pianta è frutto del lavoro del botanico di Buccinasco Simone Bicocchi, che è riuscito a selezionarne un esemplare con un contenuto di catalpolo quattro volte superiore alla norma.

Migration complete!

maggio 28th, 2008

Eccomi qua! Ora sono su WordPress, un CMS serio… :)

Grazie a questa pagina sono riuscito a migrare tutti i miei vecchi post: posso dire che l’operazione è riuscita ma, come era prevedibile, qualche problemino di formattazione l’ho incontrato. Niente di grave!

Il blog manterrà la stessa impostazione: alternerò considerazioni personali a un mix di articoli che riterrò interessanti, prevalentemente riguardanti la politica.

Prossimamente apporterò nuove modifiche e migliorie, per ora mi fermo qui.

Già, già…

maggio 23rd, 2008

I 48 punti dell’ingegnere

1) Siccome sono un ingegnere rompo i coglioni;

2) Siccome sono un ingegnere ho la flessibilità mentale di una parete di granito;

3) Siccome sono un ingegnere io ho ragione e tu hai torto;

4) Siccome sono un ingegnere le cose si possono fare in una maniera sola. La mia. È la sola giusta perché io sono ingegnere. E se tu sei un altro ingegnere e la faresti in un altro modo vuol dire che… già cosa vuol dire?? Ma non importa perché… siccome sono un ingegnere non ho mai dubbi, non mi faccio mai domande, nemmeno quelle tecniche, perché io, siccome sono un ingegnere, non ho più bisogno di studiare nulla;

5) Siccome sono un ingegnere tutto quello che non è ingegneria è una cazzata;

6) Siccome sono un ingegnere io sono il migliore;

7) Siccome sono un ingegnere tu devi fare le cose che ti dico io, quando lo dico io e soprattutto come lo dico io. Come, tu sei il capo… oh cazzo!! Ma non importa, perche tu non sei un ingegnere. Cosa vuol dire “licenziato”? Io sono laureato, anzi iscritto all’albo. La licenza media l’ho presa tanti anni fa, anni di faticoso studio prima di diventare, finalmente, ingegnere, cosa che Lei non è. Cosa vuol dire “fuori dai coglioni????” Fuori di quanto? E in quanto tempo? E quanti sono i coglioni? Di che dimensione? Di che colore…?

8) Siccome sono un ingegnere la precisione è tutto;

9) Siccome sono un ingegnere la fantasia… la fantache?? È un aranciata?

10) Siccome sono un ingegnere, anche l’amore è solo un fatto tecnico. Anzi, spostati di 7.12 cm
più a destra… Cosa dici, cara, mi lasci?? Ma è impossibile! Lasciare un ingegnere???

11) Siccome sono un ingegnere non ho più (o mai?) letto un libro in vita mia. Una volta che uno è ingegnere, cosa deve sapere di più??

12) Siccome sono un ingegnere il tubo della lavatrice lo riparo io;

13) Siccome sono un ingegnere oggi sono troppo occupato per riparare il tubo della lavatrice;

14) Siccome sono un ingegnere se la lavatrice dopo che la ho riparata io non funziona ancora, vuol dire che l’hanno progettata male. Sicuramente non era un ingegnere;

15) Siccome sono un ingegnere sono il migliore;

16) Siccome sono un ingegnere, chiunque non lo sia è un idiota;

17) Siccome sono un ingegnere, l’unica cosa che importa è “quanto costa?”;

18) Siccome sono un ingegnere non mi chiedo mai perchè… Anche perché se me lo fossi chiesto, non sarei un ingegnere;

19) Siccome sono un ingegnere non sono UN PIRLA;

20) Siccome sono un ingegnere l’uomo giusto per te sono io, quindi molla quel tipo della Bocconi;

21) Siccome sono un ingegnere l’ultima parola spetta a me;

22) Siccome sono un ingegnere si guarda in TV quello che dico io, tutto il resto sono scemenze;

23) Siccome sono un ingegnere non mi serve la calcolatrice;

24) Siccome sono un ingegnere ho diritto a essere servito per primo;

25) Siccome sono un ingegnere la posizione di questa notte la decido io, mettiti a pigreco mezzi in coordinate polari;

26) Siccome sono un ingegnere non ho vita sociale - e posso dimostrarlo matematicamente;

27) Siccome sono un ingegnere conosco perfettamente il calcolo vettoriale, ma non ricordo come fare una divisione a mano;

28) Siccome sono un ingegnere ridacchio ogni volta che sento parlare di Forza Centrifuga;

29) Siccome sono un ingegnere conosco ogni singola funzione della calcolatrice grafica;

30) Siccome sono un ingegnere quando mi guardo allo specchio, vedo un laureando in Ingegneria;

31) Siccome sono un ingegnere se fuori è bello e ci sono 30 gradi, sto in casa a lavorare sul computer;

32) Siccome sono un ingegnere fischietto di frequente il motivetto di MacGyver;

33) Siccome sono un ingegnere studio per gli esami anche il sabato sera;

34) Siccome sono un ingegnere so derivare il flusso dell’acqua della vasca da bagno e integrare il volume richiesto dagli ingredienti del pollo arrosto;

35) Siccome sono un ingegnere penso matematicamente;

36) Siccome sono un ingegnere ho calcolato che la Serie A del campionato diverge per A sufficientemente grande;

37) Siccome sono un ingegnere se posso cerco di non fissare troppo gli oggetti, perché temo di interferire con le loro funzioni d’onda;

38)Siccome sono un ingegnere ho un micio con il nome di uno scienziato;

39) Siccome sono un ingegnere rido alle barzellette sui matematici;

40) Siccome sono un ingegnere sono ricercato dalla Protezione Animali perché ho tentato l’esperimento di Schroedinger sul mio gatto;

41) Siccome sono un ingegnere traduco direttamente l’italiano in formato binario;

42) Siccome sono un ingegnere non riesco proprio a ricordarmi cosa ci sia dietro la porta del Centro di Calcolo marcata EXIT;

43) Siccome sono un ingegnere cerco di muovermi il meno possibile per non contribuire alla morte entropica dell’Universo;

44) Siccome sono un ingegnere considero qualsiasi altro corso non scientifico troppo facile;

45) Siccome sono un ingegnere quando il professore chiede la consegna del progetto, dichiaro di essere riuscito a calcolarne il momento vibrazionale in modo così esatto, che, secondo il principio di Heisenberg, esso potrebbe trovarsi in qualsiasi punto dell’universo;

46) Siccome sono un ingegnere assumo come ipotesi di lavoro che un cavallo possa approssimarsi ad una sfera per semplificare i conti;

47) Siccome sono un ingegnere rido ad almeno cinque punti di questa lista;

48) Siccome sono un ingegnere faccio una stampa di questo file, e me lo attacco in casa.

Aiuto… A sò drìo arbaltàrme dal rìdre…

maggio 5th, 2008

Te amo, mi no!
(Je t’aime, moi non plus!)

Sotto questo smerdaro di stelle,
il mio cuore batte come una motosapa;
nei tuoi occhi blue vedo il mare e dentro il mare,
le sardelle che sguaratano.

Ti vorrei fare la corte ma mi manca il giaron.
Il mio cuore sensa te è come un campo sensa luame.
Quando ti vedo il mio cuore batte forte come
na rana in tel fosso.

I tuoi capelli avvolgono le mie mani,
come la lana de vero avvolge le sanche delle marmitte del trattore.

Il mio cuore freme per te come un pantegan che ruma in tel bidon delle scoasse.
La tua pelle è liscia come el peleto de na ciumpinara.

Vorrei abbracciarti forte come i spaghi
strense la sopressa.

Il tuo cuore infranto me fa pì male de na sbailà
in tel muso.

Il tuo dolore è più doloroso del parto de na
vaca al primo vedelo.

La tua presenza resta nella stansa come
na scoresa loffa dopo el minestron.

Il mio cuore svolazza per te nel vento
come un sgargato dal campanile.

Le tue caresse mi fanno indrissare tutto el pelo,
anche quello del culo.

Vorrei regalarti un fiore ma sono del wwf;
cio nonostante mi e ti semo ligà come el buelo col salame.